LA ZONA
VINICOLA

La zona vinicola Carso
comprende la provincia di Trieste e il Carso goriziano. Il suo
paesaggio, estremamente vario, presenta ambienti con vegetazione
diversa. I piccoli appezzamenti coltivati sono piani o
leggermente declivi, mentre le zone collinari e le ripide
pendici che scendono verso il mare sono spesso sistemate a
terrazze (pastini).
La vite, presente da
secoli, conferisce ai luoghi una forte impronta. Essa è spesso
associata all'olivo, altra nobile pianta, che è però presente
soltanto nelle zone piu' miti.
Terra arida e difficile,
dove ogni lembo coltivato è stato tolto dal grembo di una
natura forte, ma accogliente. Le generazioni passate l'hanno
coltivata con grande ingegno e l'hanno resa fertile, creando un
paesaggio gradevole che viene tuttora custodito da coloro che vi
vivono e si dedicano alle attività tradizionali, ed in primo
luogo all'agricoltura.
LE
VARIETA' E I VINI

Le uve pregiate raccolte su
filari esposti al sole danno vini dalla spiccata personalità.
Ciò è dovuto, nel rispetto delle migliori tradizioni,
all'impegno dei bravi vignaioli, alla elevata densità
d'impianto, alla riduzione delle rese, all'affinamento dei vini
in fusti di legno e alle difficili condizioni pedoclimatiche.
Attualmente
la denominazione di origine controllata è riservata alla
Vitovska ed al Terrano nella sola provincia di Trieste, al Pinot
grigio, Traminer, Cabernet franc e Cabernet sauvignon nella sola
provincia di Gorizia e alla Malvasia (da Malvasia istriana) ed
al Chardonnay, Carso rosso, Sauvignon, Merlot e Refosco dal
peduncolo rosso nell'intera zona vinicola Carso.
I viticoltori,
considerate le esperienze positive con la varietà autoctona
Vitovska, intendono valorizzare anche altre varietà locali, fra
queste di sicuro la Glera, e inserire nel disciplinare di
produzione anche il Bianco Carso.
TERRANO

"Il
Carso è Terrano ed il Terrano è Carso" dicono gli
appassionati che lo conoscono e se la fortuna e la pazienza vi
assistono scoprirete voi stessi che il paesaggio di roccia
bianca fino a strapiombo sul mare, di vigne disposte in maniera
irregolare e seminascoste, di colori fra loro contrastanti e di
terra rossa, non può che dare un vino, il Terrano appunto, con
un suo gusto aspramente deciso, dapprima inavvicinabile, ma col
passare del tempo sempre più accattivante, fino a diventare
gradevole, dopo aver perso la sua giovanile arroganza. E poi,
bevendolo, ci si accorge che non si è piegato alla forza del
tempo, è soltanto cresciuto, maturato, conservando per la gioia
del nostro palato soltanto il meglio del suo forte carattere.
In questo processo di
maturazione è tra l'altro indispensabile la trasformazione
dell'acido malico, presente in quantità esagerate alla
raccolta, in acido lattico. Sul Terrano si sta svolgendo negli
ultimi anni un costante lavoro di sperimentazione sulla
vinificazione e sull'invecchiamento.
Il Terrano, derivante,
stando ai nostri produttori, da un Refosco (refosco d'Istria o
refosco dal peduncolo verde), ha un colore rosso rubino intenso
e carico, con riflessi violacei, che ci introduce all'assaggio
di un vino dal profumo ricco di frutti di bosco, dal sapore
prevalentemente acido, inizialmente un pò scostante, e un corpo
piuttosto vigoroso.
Si accompagna a cibi
della tradizione contadina locale, piatti di carne in genere,
maiale in particolare, jota (minestra di fagioli e crauti).
Il Terrano si colloca per
tradizione soltanto in un area ristretta, dove, per il tipo di
terreno e l'altitudine, assume caratteristiche tanto accentuate
da permettergli di fregiarsi della denominazione di origine
controllata.
VITOVSKA

A
differenza di altre varietà di cui si conoscono le antiche o
recenti origini, la Vitoska può essere considerata varietà
autoctona. Non ne esiste infatti traccia in altre regioni del
Mediterraneo e la sua storia è andata perduta nelle pieghe dei
secoli di tradizione locale. Vite antica, rustica, capace di
sopportare, frustata dalla Bora, i freddi inverni e la siccità
della stagione calda. Rinata e con un promettente futuro, grazie
ad un sapiente lavoro di recupero di alcuni produttori che hanno
creduto nelle sue potenzialità, essa produce un vino che
incuriosisce, moderno per la sua eleganza, moderatamete alcolico
e con un lieve sentore di mandorla, adatto ad essere consumato
anche fuori pasto.
Bevuta giovane, si
accompagna a pesce, molluschi e crostacei e piatti delicati in
genere.
MALVASIA

Di
antiche origini elleniche, la Malvasia è approdata in diverse
parti del Mediterraneo, seguendo perlopiù le rotte degli
antichi commerci. Se ne producono diverse, ognuna con
caratteristiche proprie, a causa di climi, terreni e tecniche
non omogenei.
Alcuni secoli addietro
essa è stata importata anche nei nostri vigneti dalla vicina
Istria, invadendo lo spazio di altre varietà sia sul Carso che
nelle immediate vicinanze della città e guadagnandosi un posto
di particolare rilievo sui pastini che partivano allora da sopra
l'attuale centro cittadino per arrivare fin quasi alla baia di
Sistiana.
Vite abbastanza
adattabile, ma fortemente grata al sole, produce un vino
mediamente alcolico, fruttato e leggermente aromatico che si
sposa bene con pietanze diverse quali pesce, minestre e carni
bianche.
DA
IERI A OGGI

L'istituzione
della denominazione di origina controllata "Carso" è
del 1985. Con il relativo decreto è stata considerata a livello
normativo la tradizione enologica della periferia di Trieste e
del Carso in particolare. Risale però ai tempi dell'imperatore
Augusto il cenno storico più famoso sul vino di questa zona.
Nei testi di Plinio il Vecchio si fa infatti menzione di un
vino, il "Pucinum", che sarebbe stato gradito a Livia,
seconda moglie dell'imperatore.
Arrivando ai nostri
tempi, è del 1993 la fondazione del Consorzio per la tutela
della denominazione di origine controllata dei vini "Carso"
- Konzorcij za zascito kontroliranega porekla vin "Kras".
Esso associa i produttori che credono nella grande vocazione
vinicola del Carso e cercano, coscienti delle enormi fatiche che
la loro terra esige, di proporre un prodotto sempre migliore.
Viste le modeste
dimensioni delle aziende, il Consorzio si occupa in prevalenza
della promozione, diversamente difficilmente realizzabile.
Ricordiamo, tra le iniziative più qualificanti, le due edizioni
di Enocarso-Enokras 95 e 97, tenutesi rispettivamente nel
castello di Duino e nel castello di San Giusto a Trieste.

A cura del Consorzio per la Tutela della
Denominazione di Origine Controllata dei vini "Carso".
Piazza della Borsa 14 - 34121 Trieste.