Venerdì
25 maggio
Partenza da Canovella dopo un rapido pranzo dovuta a cincinnamenti più
che a servizio colazioni dato che Giorgio, il nostro ospite ha dovuto
partire il giorno prima del previsto.
La strada è piuttosto trafficata con diverse code a tratti per
traffico o incidenti dalle parti di Bologna. Facciamo l'autostrada fino a
Bologna e poi verso est fino a Cesena.
La superstrada da Cesena a Roma è piuttosto malridotta, chiusa per un
tratto di montagna con tutto il traffico, pesante compresa, dirottato per
la provinciale con stretti tornanti.
Il Molenda (
www.molenda-bedandbreakfast.com)
non è un vero e proprio B&B dato che non fornisce la colazione come
la intendiamo noi. Ci vengono fornite le brioches confezionate e con lo
spazio cucina, comunque variamente fornito, gli ospiti si fanno la
colazione da se. La stanza è molto curata e carine e si affaccia sul
ristorante omonimo nel quale decidiamo di cenare. Tra l'altro i due
fratelli, gestori della struttura, ci fanno un ulteriore sconto con la
scusa dell'esser colleghi: 140 euro per tre notti un prezzo veramente
contenuto per la qualità della struttura.
Il ristorante è citato proprio nella guida del Corriere che abbiamo
con noi. Si mangia bene ma il vino sfuso non è eccellente.
Sabato 26 maggio
Città di Castello, meta prioritaria del giro dato che tutto è nato a
partire da Burri. Il giro in città parte dalla cattedrale, ovvero
dall'entrata in città che corre su un tratto di mura. Stanno montando un
grande palco con un altare destinato alla beatificazione di un vescovo
locale prevista per l'indomani: si prevedono circa 20.000 persone.
Verso le 11 entriamo a Palazzo Albizzini, sede della Fondazione Burri.
La prima opera è FIAT, poi seguono molti esempi di sacchi, plastiche,
neri, rossi e bianchi, qualche cretto nero e bianco. È ben diverso
vederli dal vivo che non da dia o testo fotocopiato. Mi convincono di più
i sacchi .. tendono alla tridimensionalità e mi rendo conto di esser
attratto dal "logoro".
Acquisto fuori porta di bermuda Sisley per Furio
Dopo aver assaggiato le "cicciole", sorta di frittelle salate
ripiene, invece di attendere l'apertura pomeridiana degli essicatoi per
continuare il filone burriano proviamo a seguire uno degli itinerari della
guida che ci porterà a Montone, bel borgo medioevale nella valle Carpina
che, dopo la visita al borgo seguiremo fino a Pietralunga, con l'idea di
soffermarsi ad una Abbazia benedettina. Perdendo di vista il bivio per
l'Abbazia arriviamo direttamente a Gubbio, nel bel mezzo di una
manifestazione equestre che fa da apertura al torneo dei balestrieri in
programma per Domenica. Molte vetrine espongono le foto dell'ultima corsa
dei ceri, dello scorso 15 maggio. Sembra che ce ne siano altre due, una
per gli adolescenti ed una per i ragazzi.
Domenica 27 maggio
Prima di raggiungere gli essicatoi del tabacco facciamo una piccola
variante per Monte Santa Maria Tiberina dove arriviamo in un convento
benedettino in mezzo al verde su un piccolo monte; un frate gioca a
pallone con un gruppo di ragazzi; una grotta artificiale ripropone, in
piccolo, l'acqua santa di Lourdes!
Gli
essicatoi sono molto grandi e molto alti, dipinti di nero per volontà
dello stesso Burri. Le opere sono tante d di grandi dimensioni: vederle
dal vivo è tutta un altra cosa. Tanti i Cellotex ma mi convincono di più
i sacchi.
Perugia città, con visita all'Arcigay Omphalos, aperto occasionalmente
da Stefano che ci fa da Cicerone. Infatti la sede di Perugia è piuttosto
grande, tanto più se confrontata con quella triestina.
Appena entrati nel centro storico la pioggia imminente ci induce a
fermarci alla Locanda degli artisti, che ci accoglie stupita, data la
giornata dedicata in tutta Italia alla manifestazione "Cantine
aperte", dove si mangia e beve bene e gratis; noi non lo sapevamo!
A Perugia, anche stimolati da un biglietto cumulativo, visitiamo il
pozzo etrusco, la Cappella di San Severo ed il cassero di porta
sant'Angelo.
Colpiscono le automobili anche in centro, di fronte al duomo; non se ne
comprende il senso; troveremo la medesima situazione in tutte le città
storiche umbre e laziali.
Il caffè storico di rito, di fronte al Palazzo dei Priori sede del
Museo dell'arte umbra, è piuttosto caro e non dotato di wc .. lo
saltiamo.
Si respira anche a Perugia come nel resto dell'Umbria, una certa aria
antipapale a partire dal terrapieno dell'ex fortezza paolina, distrutta a
furor di popolo con l'unificazione all'Italia.
Dopo aver lasciato Perugia ci facciamo un giro per stradine secondarie
sul lato destro del Tevere seguendo la provinciale 170 per San Giovanni
del Pantano e Badia;ci fermiamo a cena al ristorante L'Abbazia di
Montecorona, poco lontano da Badia ed Umbertide, situato all'interno
dell'Abbazia stessa. Mangiamo e beviamo bene: il locale si presenta come
una grande cantina con la volta a botte; è semivuoto; il giovane
cameriere ha la divisa di qualche taglia in più ed è un po impacciato ..
(42 euro, dolci compresi).
La pioggia ha caratterizzato più o meno tutta la giornata,
ridimensionando ma sol un poco, il fascino dei paesaggi teverini.
Lunedì 28 maggio
Dalla statale che collega Città di Castello con Umbertide, quasi in
quest'ultima deviamo a destra per Castel Rigone (provinciale 142 con
indicazioni per Migianella e Preggio); al bivio per Castel Rigone,
dall'alto, vi vede il Trasimeno e l'isola maggiore. Puntiamo a Magione e
Montecolognola.
A Magione il castello dei cavalieri di Malta è chiuso (era aperto il
giorno prima per "Cantine aperte"). Montecolognola è invece un
bel borgo sopra il lago.
Il tempo è più che incerto è abbastanza convinto verso il maltempo.
A Castiglione del lago cvi rifugiamo in una pizzeria per difenderci da un
violento e lungo acquazzone.
Il giro del lago continua nonostante la pioggia: Città della pieve,
Panicale e Panciano fino a Viepri, non lontano dal Massamartana,
dall'altra parte del Tevere, dove ci attende il B&B Casale Campodoro (
www.casalecampodoro.com
). In realtà non ci attende nessuno: Piero e Carolina avevano fatto un
po' di confusione ma non ci fanno aspettare più di venti minuti. E' un
casale molto carino e a noi è destinato un appartamento più che una
stanza, ben arredato, e con diversi libri.
La sera viene dedicata a Todi dove ceniamo al Donatello, nel centro
storico. Todi appare come un'isola che si erge dal pianoro circostante: la
strada secondaria che utilizziamo per arrivarci ce la mette in luce (S.P.
418).
Martedì 29 maggio
Orvieto (Pozzo di san Patrizio e Duomo, dove passano automobili e
qualche piccolo autobus...): il pozzo è veramente profondo.
Civita di Bagno regio: diluvia talmente da farci vedere la sola strada
di accesso: ci addormentiamo in auto in attesa della fine dell'acqua.
Saltiamo Bagniaia e Villa Lante per raggiungere direttamente Viterbo
dove ci attente Emiliano: con lui, poco dopo torneremo sui nostri passi
per Bagnaia (non piove più) per visitare il giardino manierista pieno di
giochi d'acqua.
Cena a Viterbo all'osteria DADA, con Emiliano e Michele, lo stilista;
alla sera torniamo a Viepri per l'ultima notte a Casale Campodoro.
Mercoledì 30 maggio
Salutati Piero e Carolina, con foto e CD ricordo si riparte alla volta
di Spoleto; il ponte dell etorri è in fase di monitoraggio e non è
percorribile. Sul muro della rocca una lapide ricorda gli antifascisti
italiani e sloveni sfuggiti alla prigione nel 1943.
Ha del paradossale il tentativo telefonico di noleggio di un'auto sia
con Europcar che con Avis: evidentemente i call service si occupano
contemporaneamente di tutt'altro dato che avrei dovuto avere la conferma
della disponibilità di un'auto per la mattina dopo entro 72 ore ...
L'idea di Alcatraz, quella di Jacopo Fo, decade definitivamente ..
A Spoleto ci lasciamo: Furio punta a Nord, verso Bologna dove non si
fermerà, arrivando in giornata a Trieste. Io con il treno vado verso Orte
dove mi attenderà Emiliano.
Mi fermo a Narni (la città del mondo di Narnia) dove a piedi scalo il
borgo antico passando sotto i resti della vecchia via Flaminia ( il ponte
augusto), abbandonati, come alla vista dell'Italia di Goethe.
La sera rimango con Emiliano a cena a casa, con una enorme quantità di
pasta e uova, eppure lui è longilineo ... ma dopo cena mi porta alle
pozze sulfuree sulla cassia.
Si tratta di alcune fonti di acqua calda individuate tempo fa anche
dall'ENEL ma poi abbandonate perché non sufficienti allo scopo geotermico
industriale. Con la luna piena le vasche ( ne sono in attività due su
quattro) sono affascinanti; l'acqua è calda e rilassante: ci rimarremo
ben più della mezzanotte.
Probabilmente sono in località Bagni di Viterbo, poco dopo Viterbo,
sulla Cassia nord si gira a sinistra per la provinciale n°2 e poi di
nuovo a sinistra su una strada bianca. Ci sono tante persone, diversi
camper, alcuni polacchi ... Nella vasca grande incontro Fabrizio, un
bresciano mezzo canarino, nel senso che ha vissuto a Tenerife per 14 anni
e da poco si è trasferito a Montefiascone, sul lago di Bolsena.
Giovedì 31 maggio
Gita fuori porta son l'Astra di Emiliano, lungo la via Cimina,verso il
lago di Vico, immerso in un bel parco con alberi ad alto fusto; diversi
soldati italiani in mimetica si aggirano nel bosco .... per esercitazioni.
Caprarola e Palazzo Farnese, bello e vuoto, tutto affrescato: molto
interessante la sala geografica dedicata alla mappatura del mondo con
mappe molto aggiornate, per l'epoca (seconda metà del cinquecento). Il
parco Giardino ricorda molto Villa Lante.
Dopo l'una punto al Bolsena ripassando Viterbo ed incontrandomi con
Fabrizio a Montefiascone. Per non esser originario del luogo è
un'eccellente guida turistica: la vista dalla fortezza di Montefiascone è
veramente bella: si abbraccia tutto il lago. Fabrizio vive vendendo case
in chiave personalistica e organizzando e tenendo conferenze e lezioni di
Astrologia evolutiva. Visitiamo il borgo di Bolsena, la riva del lago, con
erba che ne lambisce la superficie e Capo di Monte con porticciolo
turistico e pescatori all'opera.
La cena con Emiliano è in casa, sempre abbondante; così stiamo un po'
assieme a chiacchierare.
Venerdì 1 giugno
Con il treno decido per una giornata a Roma ( a Caprarola mi ero
imbattuto in un cartello stradale che riportava la distanza dalla capitale
a soli 60 km) la linea secondaria da Viterbo ci mette circa due ore con
tante fermate: scendo infatti a Roma San Pietro, a due passi dal Vaticano.
Mi immergo nel girovagare della grande città: visito per la prima volta
il Museo del Risorgimento al Vittoriale alla cui sommità si inaugura
l'ascensore pubblico per la terrazza delle quadrighe.
Tento la visita alla Sinagoga, complice la conclusione della lettura
dell'ultimo dialogo del Signor Mani. Arrivo tardi e nel soffermarmi per
ripararmi sotto un albero durante uno scroscio ( nel giardino di Monte
caprino) mi trovo a chiacchierare con Carlos, cuoco brasiliano, molto
simpatico.
Il ritorno a Viterbo è più veloce: il treno che parte da Termini, pur
percorrendo più km va più veloce e raggiunge Viterbo in un'ora e mezza.
Sabato 2 giugno
saluto definitivamente Emiliano dato che salirà a Bologna dopo la mia
partenza (Lunedì?) e da Orte prendo un Intercity per Bologna.
Con una pausa di quattro ore visito Arezzo, le cui strade sono avvolte
dalle tende dei rigattieri e degli antiquari che riempiono il centro
storico; sempre di ritornare a qualche secolo fa. E' la città dove è
stato girato la "Vita è bella" di Benigni. E' molto bella anche
durante lo scroscio dell'una e mezzo. Mi visito la mostra sulle macchine
di Leonardo da Vinci al Palazzo comunale, oltre al Duomo che propone
splendide vetrate colorate.
Arrivo a Bologna verso sera, in tempo per una puntatina alla Salara per
informazioni sui locali bolognesi ed un'ora di relax in via Ca' Giuliva.