Domenica 12 agosto 2001
Alla partenza, Marco, che fa da Capitano e Lorena che
funge da equipaggio.
Sveglia alle 7:25 con giornata limpida e ancora
ventosa a ricordo della forte bora del giorno precedente: incontro con
Lorena verso le 8:30, come da programma.
Dopo il carico delle ultime tre borse si mollano gli
ormeggi verso le 10:00 con una manovra alquanto discutibile: non riesco
ad automatizzare la direzione che prende la barca in retromarcia.
Attraversiamo le boe dei pedoci vicine al canale d’entrata
del Villaggio del Pescatore, passando a ridosso delle ceste
alleva pesci.
Dato il vento sostenuto drizziamo le vele non prima
di aver messo a regime l’autopilota; tutto sommato vanno su entrambe
… il vento soffia da N -NE, teso. Dopo solo un quarto d’ora il vento
se ne va e ci costringe a ripartire a motore fissando alla meno peggio
la randa sul boma data l’inelasticità del ragno. Torna però il vento
che ci accompagnerà per tutta la giornata: soffia da N – NW, teso,
con moto ondoso in aumento.
Viaggiamo al traverso – Lasco fino a Punta
Salvore e al Gran Lasco, quasi di Poppa fino ad Umago.
L’ormeggio sul molo doganale di Umago è
fastidioso con le onde che arrivando lateralmente fanno sbattere il
fianco dello scafo.
Svolte le formalità doganali e pagata la tassa di
navigazione annuale (667,50 Kune, meno dell’anno precedente dato che
costava 750 Kune), ripartiamo, poco dopo le 15:00, con destinazione
Cittanova. Il mare è diventato grosso per la nostra Trappola ed il
vento quasi in poppa non asseconda un’andatura rilassante. Rinunciamo
ad issare la randa, per evitare di dover cambiare, anche solo
temporaneamente, la rotta. La barca, con il Genoa, va comunque molto
veloce e verso le 17:00 entriamo nella baia di Cittanova d’Istria.
Mi lascio sfuggire l’unica boa libera e tento l’ancoraggio ma il
risultato non convince.; tentiamo di entrare in Marina … piena.
Puntiamo verso un punto più riparato della baia con poca profondità e
fondale con qualche scoglio; l’ancora tiene e, dopo qualche ora, il
vento tende a calare d’intensità come anticipatoci dalla Capitaneria
di Porto di Umago, dandoci maggiore tranquillità.
Lunedì 13 agosto
Partenza da Cittanova verso le 10:30, con calma, dopo
lo scioglimento del "cappio" che la cima dell’ancora aveva
fatto alla nostra colomba, a causa dell’assenza di vento.
Vento quasi di poppa e andatura al Gran lasco,
Farfalla passata Orsera: onde di poppa comunque di grandi
dimensione, anche se più piccole di ieri.
Verso le 15:00 arriviamo dietro l’Isola Rossa,
al largo di Rovigno; il primo tentativo di ancoraggio nella zona
più tranquilla e piena di barche non va a buon fine: la profondità di
12 metri, come dichiaratoci dall’equipaggio di una barca austriaca
alla quale stavamo per appoggiarci, ha creato la prima difficoltà. Il
secondo tentativo vien fatto verso la parte naturista dell’isola ma
non resiste per più di 10 minuti. La terza, finalmente, va bene, con l’ancora
molto vicina a riva; ciò però ci induce a rinunciare al tour dell’isola.
Verso le 18:00 salpiamo alla volta della baia a S del
paese (Val di Lone), dove passeremo la notte. L’ormeggio
dovrebbe essere a posto ma le onde continuano ad entrare nella baia e
probabilmente non ci lasceranno.
Pompiamo per la prima volta il canottino di 2 metri e
mezzo e ci facciamo un giro a Rovigno … piena di gente ma non troppo.
Al nostro ritorno Trappola è molto vicina ad una
barca di pari dimensioni (causa l’assenza di corrente le barche si
posizionano in maniera disordinata) per cui riposizioniamo l’ancora 10
metri più verso riva.
Martedì 14 agosto
Ci svegliamo tardi, alle 10 e mezzo con colazione
tranquilla e completa e successivamente, una breve passeggiata a Rovigno
per acquistare il biglietto per Trieste via Marconi per Lorena;
raggiungiamo l’Isola rossa che è quasi mezzogiorno.
Rientriamo verso sera alla solita baia per la notte;
cena a Rovigno trovando posti a sedere con facilità,a dimostrazione che
da queste parti l’effetto turistico di massa si sente ancora poco.
Mercoledì 15 agosto
Giornata pianificata in funzione dell’arrivo di
Furio da Trieste, per cui colazione a bordo e pausa ai servizi della
Marina cosicché verso le 11 siamo al molo in attesa del Marconi che
arriva alle 11:45 In Capitaneria di Porto imbarchiamo Furio e sbarchiamo
Lorena. E’ quasi l’una che siam pronti per salpare alla volta dell’Isola
di S Andrea ma l’ancora è incastrata tra le pietre del fondo e Furio
deve immergersi per liberarla.
Rimaniamo all’Isola Rossa fino a tardi e
riusciamo a vedere un delfino a 80 – 100 metri da noi, vicino alla Magdalena.
Lorena ci lascerà alle 15:30 per salire sul Marconi alle 17:00 ed
arrivare a Trieste allora di cena (20:00).
Mangiamo a bordo e rimaniamo a bordo.
Giovedì 16 agosto
Sempre all’Isola Rossa che è sempre meno FKK e
sempre meno interessante.
Verso le 15:30 salpiamo alla volta di Pola
(150°) senza vento e con il canotto legato a poppa. Arriveremo verso le
19:00 oltre Pola, alla baia di Salina, vicino a Veruna.
Complessivamente abbiamo consumato circa 10 litri di
carburante; l’idea iniziale di uno sbarco a terra per un tour tra gli
umani e previsioni del tempo e rifornimenti vari sfuma dopo la pasta con
i pomodorini…
Venerdì 17 agosto
Si parte presto, un po’ prima del solito, verso le
8:00 in direzione 125° con vento quasi assente. Durante le sei ore di
traversata solo per un’ora il vento ci da una mano. Eliminiamo gli
ultimi due meloni; complice la lieve foschia non riusciamo a vedere la Gagliola
Raggiungiamo direttamente Lussino, stanchi,
forse per il caldo, saltando quindi Sansego. Pernottiamo ad Artatore
con l’idea, poi concretizzata, di una cena seria a base di carne. Il
programma per i giorni a venire prevede il passaggio del ponte girevole
di Lussinpiccolo per raggiungere più speditamente Arbe ed avere il
tempo per l’Isola Calva (Goly Otok) e Baska (Isola di Veglia).
Sabato 18 agosto
Sveglia alle 9:00 con colazione completa ma con lo
stress delle api; sotto la chiglia un bel branco di "Spari" da
porzione richiamano la nostra antica attività di pescatori.
Cambio di itinerario.
Salpiamo alla volta di Vela Draga, verso S, ai
margini dell’unica zona naturista a noi nota dell’Isola di Lussino.
Il previsto peggioramento del tempo non si vede se non per una generale
foschia. Nella zona naturista, poca gente, quasi tutta in età avanzata
e comunque molti italiani.
Alla sera raggiungiamo Krivica, legando, come
al solito, le cime di poppa agli alberi sulla riva.
Cena in barca (pasta al pesto), un bel pezzo dell’"Assedio
di Lisbona", un quarto d’ora dedicato alle stelle, comprese
quelle cadenti e poi a nanna.
Domenica 19 agosto
Dopo la colazione sottocoperta con la zanzariera per
proteggerci dalle api, tentiamo l’operazione guaina albero: calato l’albero
ed estratto tutto il sudiciume al suo interno (per lo più resti di nidi
di vespe), tentiamo di infilarvi una guaina di neoprene che, avvolgendo
i cavi, dovrebbe evitare lo sbatacchiamento, particolarmente fastidioso
di notte. Alla fine il miglioramento è molto scarso.
Nei dintorni di Krivica ci sono ancora tante case e/o
ville abbandonate: sarebbe il caso di informarsi sulla loro storia e
sulla possibilità di un loro acquisto.
Salpiamo quindi verso Vela Draga per bagnetti e
passeggiate "nature". Ci fa visita ripetutamente Luciano , un
giovane trevisano sposato e al momento in libera uscita …
Verso le 18:00 lasciamo definitivamente la baietta
per Lussinpiccolo per rifornirci di carburante e acqua (Il
distributore lato mare è aperto per i due mesi estivi 24 ore su 24).
Cena in barca con primo e secondo piatto ovvero
cremina agli asparagi e uova con tonno. Il giretto in paese con
conseguente gelato ci conferma una certa scarsa cura per l’arredo
urbano del luogo. La presenza di un cantiere navale in attività ai
margini della cittadina si integra male con la vocazione turistica.
Facciamo complessivamente 24 litri di benzina e circa
30 litri d’acqua: è il primo rifornimento dopo un settimana.
Rimaniamo ancorati poco lontano dal distributore per
essere pronti, la mattina successiva, a passare il ponte girevole
( apre ogni giorno alle 9 e alle 18).
Lunedì 20 agosto
Sveglia molto presto, verso le 7 o addirittura le 6, data l’omissione
del tendalino sopra l’oblò per paura di perdere l’apertura del ponte. L’umidità
è molto elevata: tutta la parte esterna della barca è bagnata e quindi si fa
colazione sottocoperta.
Passato il ponte … 45° verso Arbe, senza vento.
Suha Punta viene raggiunta in 3 ore e ½; in pratica
abbiamo avuto una velocità di crociera a motore di circa 5 nodi, anche grazie
al mare liscio come l’olio. Nel corso della traversata non abbiamo avvistato
alcun pesce.
All’FKK troviamo Luca e Luigi, il cantante, come lo
scorso anno; non riusciamo invece ad incontrare Lorenzo e Paolo, partiti da
Arbe il giorno prima. La zona friendly è poco animata; incontriamo comunque
Bruno di Bologna ed Emiliano di Viterbo. Per la notte ormeggiamo nella baia a
NW di Arbe città; in serata sparisce tutta l’umidità ed il tempo sembra
presagire al bello.
Cena da Pio per 250 kune con zuppa di pesce, insalata
mista, piatto per due di pesce con scampi, calamari, Orada, sfoia, merluzzo e
sgombro; alla fine due palacinke alla nutella in città
Yugade:
-
Bottini per le immondizie con tondini saldati e
sacchi di nylon leggerissimi, tenuti assieme da pezzi di spago e/o
rametti;
-
Nuovo moletto in tubi innocenti color ruggine
aperti a fiore in testa, con copertura di generici assi di legno;
-
Sentiero di accesso all’approdo in cemento con
sassi bianchi decorativi e lampioncino annegato in una abbondante
gettatina di cemento;
-
Manutenzione dei vialetti di cemento color bianco
con cemento grigio atto ad evidenziare la novità dell’intervento;
-
Avvisi di attenzione agli incendi in carta comune
ed avvolti ai tronchi con nastro adesivo rigorosamente di carta,
tutto già rovinato dall’acqua piovana;
-
Docce della spiaggetta messe in ordine
allacciando telefoni doccia di tipo casalingo rigorosamente diversi
l’uno dall’altro al mozzicone di tubo zincato che emerge dal
terreno.
Dopo cena al Caffè Celestina ritroviamo le stesse
facce viste o intraviste a Suha Punta.
Per la notte rimaniamo ormeggiati di fronte ai
pontiletti, poco fuori Arbe.
Nonostante la poca gente incontrata sulla costa di
giorno, la cittadina di sera è piena di turisti.
Martedì 21 agosto
Sveglia verso le 5 a seguito dell’aumento del vento
che fa suonare le sartie e dei lampi e dei tuoni che si vedono e sentono
in lontananza; Furio allunga la cima di ancoraggio e porta sottocoperta
le poche cose rimaste all’aperto. Fa qualche goccia di pioggia neanche
in grado di lavare la coperta.
Al secondo risveglio, verso le 9:00, non c’è
alcuna traccia di nuvole.
Dedichiamo la mattina alla perlustrazione della punta
della penisola di Frkanj, fino alla zona naturista: praticamente non c’è
quasi anima viva
Mercoledì 22 agosto
Arbe: Suha Punta
Giovedì 23 agosto
Partenza verso N con l’obiettivo di girare attorno
all’Isola di Arbe e raggiungere l’Isola calva (Goly Otok). Una volta
raggiunta la prima punta a N dell’isola si concretizzano le previsioni
meteo della sera prima che davano vento da NE con rinforzi sul Canale
del Velebit. Le onde in aumento ed il vento forte ci inducono a girare
la prua di 180° e tornare alla tranquillità di Suha Punta.
Venerdì 24 agosto
Suha Punta
Cena a base di pesce con Bruno ed Emiliano da "Borik"
Sabato 25 agosto
Suha Punta
Cena a base di pesce offerta a sorpresa da Bruno ed
Emiliano da "Pio"
Domenica 26 agosto
Carico d’acqua e 13 litri di benzina.
Salpiamo da Suha Punta alle 15:30 verso Lussino
(207°) con vento contrario ma di debole entità.
Arrivo a Krivica alle 20:00
Lunedì 27 agosto
Qualche tentativo di pesca nella baia (due piccole
menole) e poi verso le 10 salpiamo alla volta di Vela Draga.
Quasi in contemporanea arriva il gommone di Davide Bordon, il piccolo
Enea, Paolo & Mirco.
Al pomeriggio riprende la pesca che si conclude alla
sera con la cattura del primo ed unico pesce ragno della mia vita,
compresa la puntura alla mano.
Raggiunta Artatore verso le 19:00, ceniamo
fuori bordo con un piccolo giretto a Lussinpiccolo.
Martedì 28 agosto
Ci svegliamo alle 7:30; al check carburante risultano
26 litri. Partiamo alle 8:00; dopo le isole Strane con rotta a
305° e vento in graduale aumento da E – NE e mare leggermente mosso
all’inizio e mosso più avanti.
Arrivo alla costa istriana alle 12:30 con pranzo e
passeggiata lungo la costa di un campeggio naturista dove ci prendono
per ladri.
Ripartiamo verso le 18:00 circumnavigando la Penisola
di Prematura fino a raggiungere la Baia di Soline alle 19:40,
momento del tramonto.
Notte calda e umida con zanzare
Mercoledì 29 agosto
Partiamo da Soline con calma dopo la colazione
con tanto di krapfen alla cioccolata, portatoci da un intraprendente
commerciante in batana, che assieme ad un pezzo di pane ci costa
complessivamente 25 kune.
Tutta la tratta fino a Rovigno è a motore con
fiocco a supporto per cogliere il poco vento in arrivo da NW; fa onde
lunghe da W non troppo fastidiose.
Passata Rovigno dirigiamo la prua verso un’altra
baia Soline, poco più a N della spiaggia naturista di Monsena.
Per la notte ormeggiamo alla boa presso io campeggio
di Valalta, all’imboccatura del Canal di Leme; l’acqua è molto
calda e poco trasparente, comunque di color verde.
Dal check serale lo strallo di prua risulta allentato
con conseguente crepatura della coperta.
Giovedì 30 agosto
Valalta alla boa (60 kune) con puntate a Monsena
a piedi.
Venerdì 31 agosto
Valalta alla boa fina alle 8:00 senza pagare il
conto. Incontriamo il ciclista Giuseppe di Piacenza.
Ceniamo al Ristorante Blue con Roberto e Attilio.
Sabato 1 settembre
Boa a Valalta come il giorno precedente: verso le
10:00 a piedi, fino a Monsena dove salutiamo Roberto, Attilio e
Giuseppe.
Salpiamo alle 12:30 verso N, superando Cittanova d’Istria
alle 15:15; alle nostre spalle un temporale in arrivo.
Domenica 2 settembre
Costo complessivo della crociera circa 670.000 lire