Marrakhesh e dintorni: una settimana a Rovigno
Versione stampabile 
Lunedì 8 giugno 2003
Partenza verso le 11 con arrivo a Monsena Valalta
verso le 19: passiamo la notte nella baia di fronte a Valalta dove sono
sparite le boe a pagamento ed è stata introdotta una zona con divieto
di ancoraggio.
Martedì 9 giugno
Facciamo base al largo di Monsena dove incontriamo
Denis, nato a Spalato, da genitori veneziani; ha studiato a Parigi, fin
dalla scuola superiore e considera il francese la sua prima lingua;
master a New York e con un buon tedesco ottiene un incarico diplomatico
in Austria. Cittadino austriaco, lavora per la diplomazia a Budapest,
dove approfitta per imparare "qualche parola" di ungherese,
Parigi ed altri paesi dell’est europa. Parla inglese, tedesco,
ungherese, croato, italiano e francese: un perfetto europeo, come quelli
di altri tempi quando le aquile ancora sventolavano.
Alla sera da Sergio in centro a Rovigno per una
discreta pizza.
Mercoledì 10 giugno
Appuntamento all’entrata del parco dopo la marina
di Rovigno alle 8 ¼ per la corsa che Denis fa quotidianamente: ha con
se un orologio ed un sensore che gli misura la pressione ed i battiti
cardiaci. La corsa per me è estenuante, principalmente a causa del
caldo, per Furio un po’ meno; atleticamente Denis è il migliore.
Dopo la corsa un bagno, qualche biscotto e succo di
frutta e così verso metà mattina lasciamo Denis a Rovigno città per
ormeggiarci al largo di Monsena dove ci reincontreremo e mangeremo
assieme in barca una pasta con la salsa di pomodoro fresco portata da
casa.
Denis accusa i primi segni di cedimento e si rifugia
sotto l’ombra degli alberi … la barca sotto e sopra coperta è un
forno: abbandonerà la costa in anticipo e rinuncierà sia all’incontro
serale che alla corsa del giorno dopo.
Giovedì 11 giugno
Sveglia anche quest’oggi alle 7 e 40 per la corsa
al parco senza Denis.
Alla sera Denis si è ripreso e ci presenta un grande
"pezzo di pane" dalmata, Luka, un suo amico di infanzia che
ora vive a Zagabria.
Venerdì 12 giugno
Corsa mattiniera con Denis e Luka al Parco e giornata
a Monsena
Sabato e Domenica 13 e 14 giugno
Fine settimana dedicato al ritorno nelle acque del
golfo: il motore sembra perder colpi, ma la buio, poco prima di Umago
non ci si riesce a capire un gran ché. All’arrivo del temporale il
diesel non parte più, sembra ingolfato: fortunatamente l’ancora tiene
ed il temporale passa senza alcun danno.
Alla mattina di Domenica si riparte a motore e a vela
fino a Punta Salvore punto in cui il diesel si ferma definitivamente. Il
vento ci porta quasi fino all’imboccatura del canale d’accesso del
Villaggio del Pescatore: gli ultimi dieci minuti di vitalità del motore
ci permettono un’ormeggio più agevole.
E’ partita la guarnizione della testata con
conseguente entrata d’acqua nelle camere da scoppio: costerà più di
1500 euro e farà rimanere all’ormeggio Krampak sino al 8 agosto
prossimo.
Krampak ed il nuovo diesel: breve crociera d’agosto
in Istria, e Quarnaro
Venerdì 8 agosto 2003
Partenza alle 19:40 con prua verso S a 190° dopo
aver passato la mattinata a posizionare assieme a Renato il Farymann
rifatto: serbatoio gasolio quasi pieno
Vento di prua e moto ondoso in aumento con velocità
di 4,5 –5 nodi: arriviamo in baia ad Umago alle 00:30 dopo 22 miglia
secondo la carta nautica e 19,10 secondo il nostro Log.
Durante la navigazione incrociamo al buio, tre navi
nei pressi di Punta Salvore, probabilmente provenienti da Trieste
dato che sembrano traghetti di quelli turchi.
Totale ore percorse tutte a motore 4:50
L’entrata a Umago di notte non è facile
data la scarsa luminosità delle boe vicine alla secche e che una di
queste, quella destra non è luminosa e pertanto invisibile al buio.
La prima mattina viene dedicata alle formalità
doganali: siamo senza soldi a seguito della botta imprevista di Renato
ma il bankomat funziona e preleviamo 1500 kune delle quali 950 vanno
alla tassa annuale per la tutela delle coste e dei fari della Dalmazia.
Il prezzo è calato rispetto allo scorso anno: sarà forse l’effetto
dell’apprezzamento dell’Euro?
Sabato 9 agosto
Si riparte da Umago alle 11:30 con un vento debole da
S ed un moto ondoso a noi contrario ma in via di attenuazione: la
giornata è offuscata da nubi che ogni tanto velano il sole limitandone
il calore. Alla fine la temperatura sottocoperta di notte si aggira
attorno ai 24 - 25° tant’è che usiamo la coperta per proteggerci
dalla brezza che entra dall’oblò.
Arriviamo a Monsena alle 15:00 percorrendo in
3 ore e 30’ 19,13 miglia con una velocità da crociera di circa 5 –
5,5 nodi. Il motore si comporta bene e riesce a mantenere una velocità
da crociera superiore ai 5 nodi una volta lanciato.
A Monsena troviamo tante facce note: Luca di
Trevisio, Toni e Diego, Gughi e Andreas e visi nuovi: Aton, un ungherese
di Budapest di ritorno da Milano.
Ore di viaggio totali dall’inizio della crociera: 9
Domenica 10 agosto
Giro attorno all’Isola Rossa con partenza da
Val di Lona, luogo della notte: il panorama è desolante quasi come lo
scorso anno per cui si va verso S con pausa in una nuova baia; Palu
sul mare di fronte a Valle (Bale) con fondale sabbioso ed acqua
azzurro verde.
Inizio e fine di "Ieri" di Agota
Kristoff: anche queste pagine mi portano verso il grigio dell’est.
Si prosegue verso S e davanti a Pola il motore tende
a perder colpi: fortunatamente manca solo gasolio che carichiamo dalla
tanica di riserva.
Soline, la solita baia protetta prima del salto
del Quarnaro viene raggiunta alle 20:30
Totale ore viaggio: 3 ½ ( 12 ½) – Log 4273,85 –
0061,10
Lunedì 11 agosto
Compleanno Gabry Benci
Primo rifornimento di gasolio a Marina Veruda
: 170 Kune per 13 + 9,5 + 9,5 litri
Si salpa alle 10 con Log: 4274, 61 – 0061,85 e
rotta 170°
Ore 11:05 traverso a Fenoliga tra Plic Fenoliga
e Porer e, quindi, inizio del Quarnaro Log 4279,76 – 0067,00
Rotta 100° verso Unie alla ricerca dei dondoli.
Ore 14:15 Punta Lokunj a NE di Unje con
Log 4296,79 – 0084,04: 17 miglia in 3 ore e 10 minuti.
Dopo la cattura di un unico ma grande dondolo grazie
alle indicazioni di Claudio il panettiere, lasciamo la baia di sabbia
con nuvolo in arrivo da N verso le 15:00. Artatore viene
raggiunta senza alcun rischio temporalesco alle 18:00 Log: 4310,61 –
0097,86
Martedì 12 agosto
Dopo una notte ventosa ad Artatore ad un’ora circa
di navigazione ci ormeggiamo nella baia tra Cigale e Krivica che già
altre volte a Lussino ci ha visti ospiti, proprio alla fine della zona
naturista.
Verso le 18:30 si fa rotta verso Krivica, già piena
di imbarcazioni. Ormeggiamo tra due barche austriache, un grande e
lussuoso motoscafo con due giovani coppie Lui e Lei ed una piccola barca
a vela un po’ grigia e trasandata che ricorda molto quell’est europa
triste, povero seppur decoroso con papà e due figli maschi di circa 16
e 18 anni color bianco latte, avanbracci e polpacci esclusi.
Le due donne bionde fanno il bagno senza bagnarsi i
capelli raccolti sul capo. I tre austriaci fin de secle hanno braghe
lunghe e grandi, decisamente fuori moda. Sembra di tornare indietro nel
tempo: la maggior democrazia di oggi non evita di vedere i ricchi ed i
poveri nella stessa acqua di quell’Impero che ufficialmente non esiste
più. E’ proprio Lussino che riporta i pensieri a due secoli fa,
quando Cigale era il luogo di fuga amoroso di F.J. ed i piroscafi
avevano la prua ortogonale alla linea d’acqua ed eran fatti lamiere
inchiodate, come i traghetti ancor oggi in servizio in Croazia.
Inizio alla sera il primo capitolo de "Il
Morbo di Hoggart" … la luna sorge sopra la baia dopo le 9.
Log di fine giornata: 4316,17
Mercoledì 13 agosto
Sotto la nostra chiglia un grande banco di
"spari" da porzione che non esitano a saltare fuori dall’acqua
per un pezzo di pane … piccoli "zievoli" a pelo d’acqua.
Finisce il "Il Morbo di Hoggart" intenso e
coinvolgente in linea con il sapore triste degli amori impossibili del
libro della Kristoff.
La giornata passa in baia naturista tra la barca e la
pineta.
Giovedì 14 agosto
Partenza alle 9:25 con Log 4318,15 – 0105,40
Pausa alle isole Orjule alla ricerca della
sabbia fino alle 14:00 (Log 4322,85) per poi puntare la prua a 25-30 °
verso Arbe.
14:45 al traverso di Bik : 4 miglia in ¾ d’ora con
una velocità di 5,33 nodi.
Suha Punta ci accoglie con una grande bandiera
arcobaleno issata tra gli scogli alle 17:30 (Log: 4339,52).
Incontriamo di sfuggita un giovane molto
mediterraneo: Luca.
Colpo di vento verso le 19 dopo che il sole alle
18:30 era oscurato dalle prime nubi della prima perturbazione seria dall’inizio
del viaggio, proprio all’entrata della baia a N di Arbe città.
Durante la cena, si vedono in lontananza verso N lampi e saette ma quasi
mai si sentono i tuoni, sintomo della distanza del problema.
Dopo cena, i colpi di vento continuano spostati verso
N – NE; la luce dei fulmini si fa più intensa. Verso le 22 accendiamo
il motore e ci prepariamo all’idea del temporale in arrivo: infatti
arriverà ma soltanto verso la mezzanotte e molto meno intenso di quanto
sembrava. L’ancora non ha avuto problemi, solo qualche gemito della
cima che avvolgeva la bitta di prua durante i colpi di vento più forti.
Durante l‘attesa del temporale molte barche
presenti in baia, Krampak compreso, avevano le luci di via accese e
probabilmente anche i motori; una di queste è scivolata via dalla baia
probabilmente arando. Solo all’uscita dell’insenatura, di fronte
alle mura della città le luci verdi di via hanno lasciato il posto a
quelle rosse, segno di un cambio di direzione, probabilmente in Marina.
Venerdì 15 agosto 2003
L’aria
è più fresca (28°), il cielo è parzialmente coperto ma il sole fa
ogni tanto capolino e scala tanto che facciamo colazione in dinette.
Anche stamattina come ieri sera le campane suonano a concerto
ricordandoci che il ferragosto è anche una festa religiosa.
Arriviamo all’FKK di Punta Frkanj verso le 11, dopo
la colazione a base di strudel e krapfen acquistati la mattina stessa.
La nostra bandiera arcobaleno è la prima presente in zona: quella di
terra sarà issata da "papà e/o mamma orsa" circa un’ora
dopo. Il primo ad "abbordare" Krampak è un architetto di
Venezia che via via si avvicina concentricamente con il materassino per
poi salire in barca. Roberto è in coppia con Giovanni da un po’ di
tempo e sembrano una coppia ben consolidata: entrambi architetti
lavorano assieme. E’ un veneziano vero che, come tanti prima di lui,
abbandonerà a breve la laguna per la terra ferma per i soliti motivi
logistici. Giovanni ci raggiunge più tardi e dopo circa 3 quarti d’ora
di chiacchierata ci lasciano con l’idea di rivederci oltre che a
terra, alla cena di fine vacanza organizzata per la sera al ristorante
della FKK. Sembra infatti che gli Orsi and friends abbiano organizzato
una cena il cui numero di partecipanti sia stato bloccato a 65 proprio
per lasciare qualche tavolo anche agli etero. La Arbe gay si è
organizzata a Comunità, si dice addirittura che una delegazione degli
orsi italiani sia andata dal sindaco della cittadina per protestare per
un’invasione di non gay sulla costa. Il popolo gaio è quasi tutto
italiano, per la buona parte orsi. In un’ulteriore gita a terra
veniamo "beccati" da Cedric un ragazzo italo belga con
collanina azzurra, organizzatore della cena serale. Oltre a proporsi per
una gita in barca con spumante, ci fa sapere che sa chi siamo. Sa
infatti che il presidente dell’Arcigay di Trieste e compagno sono ad
Arbe in barca a vela: il dubbio su come l’abbia saputo rimane.
Comunque ci invita senz’altro alla cena. Assieme a lui un’altra
coppia Gianni e Fabio da Bergamo.
Al
ristorante arriviamo verso le 20 e 10, in anticipo come chiestoci da
Cedric con l’idea eventuali di associarci alla grande tavolata sotto
la bandiera arcobaleno. Arrivano tutti più tardi, e noi ordiniamo e
mangiamo per conto nostro. Ci fanno visita Roberto, l’architetto di
Venezia, Cedric e Gianni. Alla fine del desinare ci avviciniamo alla
banda: la terrazza del ristorante avrà circa 130 posti a sedere e di
questi circa un centinaio sono "cha cha cha". Abbiamo la
sensazione di essere una grande maggioranza; negli altri tavoli, le
battutine si fanno più vivaci quando la prima coppia, Gianni ed il
brasiliano esordiscono con le danze. In crescendo balliamo per tutta la
serata intervallando le danza ai gavettoni e via via coinvolgendo le
signore delle tavolate di minoranza con il disappunto dei loro Lui.
Anche per i gestori la serata è inusuale ma divertente. Alla kermesse
danzante partecipa anche una coppia in età di signoti vestiti alla
coloniale, molto magri, lui con la barba bianca e lei magrissima, con la
testa piccola piccola che porta il pensiero agli Suari dell’Amazzonia.
C’è
anche Luca, che nonostante quanto dichiarato durante il giorno, sfoggia
un pareo verde adeguandosi alle regole della cena. Si balla di tutto dai
walzer alla makarena, dalle mazurke alle samba e al can can, ma per
Raffaella Carrà nulla da fare: il musicista non la conosce.
I commiati per noi si velocizzano dati i fulmini e le
prime goccie di pioggia in arrivo: mettiamo in moto e lasciamo la baia
di fronte al ristorante Nudisticka Plaza dove saremo potuti rimanere
fino alla mattina dopo, per trasferirci nella solita baia più sicura.
Piove e nulla più.
Sabato 16 agosto
La giornata si svolge a Punta Frkanj con la barca
ormeggiata al solito posto.
Organizziamo la serata con Marco e Diego da Bergamo
in un ristorante fuori città. Il Borik è per metà gay. Marco e Diego
sono persone simpatiche e sincere, ci offrono le palacinke ed il
pelinkovec. Incappiamo in alcune discussioni prima sull’Arcigay e poi
sui dentisti con un tipo di Milano che sembra un po’ incazzato col
mondo intero. Convinti noi che il milanese ed il suo compagno di tavolo
fossero amici di Diego e Marco, lasciamo protrarre più del necessario
le discussioni. Fortunatamente, con una presa di posizione di Diego, ci
si sgancia per raggiungere il bar sul mare. Il centro checca della
spiaggia è riunito sotto la pergola, tutti coinvolti su una discussione
sulla pedofilia. Molliamo il bar verso la mezzanotte salutando Cedric
che l’indomani ripartirà per Padova.
Dopo alcuni tentennamenti decidiamo di lascarci
andare per il bicchiere della staffa con Diego e Marco. Vivono in un
grande ultimo piano emblema della Yugaggine.
Domenica 17 agosto
La giornata passa tra la barca, la costa e la pineta.
La logica del salotto ci coinvolge via via quasi fossimo parte di una
comunità formata da sempre.
Un orso di Venezia racconta anche lui del suo futuro
abbandono della laguna a favore della terra ferma e del decadimento
inarrestabile della sua città. Gestisce una gioielleria e anche lui
vive con il suo compagno: la costa gaia è per lo più formata da coppie
consolidate.
L’unica persona non italiana che incontriamo in
costa è un biondo con un bel sorriso, Nadil di Fiume.
Ci fanno visita in barca Tiziano il fotografo e Marco
il dentista.
Alla sera un’altra cena a terra da Pio con Marco
che rimane a casa a causa di una specie di vertigine. Oltre a noi, Fabio
e Gianni da Bergamo, Diego, Umberto e Rober il brasiliano da Milano.
Rober è dolce e latino, fa il massaggiatore e vive assieme ad Umberto l’architetto.
Entusiasta per gli Eurogames Gay nei quali gioca a pallavolo ci invita
al prossimo appuntamento sportivo di Milano e a quello del prossimo anno
a Monaco di Baviera.
Dopo cena al Celestina incontriamo l’altro gruppo:
i due romani, Luca ed Angelo, i due giovani biondini ed il Pizzetto
brizzolato. Anche i romani son di partenza, verso Berlino ed Amburgo per
poi rientrare a Roma il fine settimana.
Lunedì 18 agosto
Chiacchiere da salotto con i pochi rimasti; Rober
dedica il suo tempo al corso di Furio nel senso che lo massaggia sembra
con l’entusiasmo di entrambi. Simpatico il ragazzo magro di Milano che
fa coppia con Unicredito. Scambio due parole con Angelo, venuto in
avanscoperta dalle nostre parti: è simpatico nonostante il primo
approccio evidenziasse un certo distacco : gioca a bridge e a pallavolo
oltre a lavorare in banca. Ha occhi molto appariscenti, chiari, verde
acqua che contrastano alla grande con il color scuro della pelle. Anche
il suo gruppo è di partenza avendo pianificato un giro a Plitvice e
Zagabria.
Arrivano
da Trieste via mare con un Mousse 1981 Andrea e Gabriele con due amici
Martino ed Emanuele. Da parecchi giorni eravamo in contatto via
cellulare . Dopo il giretto sulla loro barca ci facciamo l’ultima
puntata a terra e oltre ad Marco e Diego e Rober ed Umberto incontriamo
ancora Luca, appena un po’ più sciolto dei primi giorni. Ricorda il
personaggio di un film girato nell’Italia degli anni sessanta, o i
ragazzi di Pasolini o, ancora, i protagonisti delle foto di Von Gloden
ma in meglio.
Il rientro a bordo e lo scrivere le due righe di
questa giornata rendono ancor più chiara la sensazione di vivere un
momento finale. Al tramonto i rumori si affievoliscono e con loro, le
onde, tutto si tranquillizza; questo succede di norma ogni sera ma oggi
colgo il gusto del ricordo di questa breve pausa ad Arbe. La
consapevolezza di esser stati parte di una comunità seppur saltuaria ma
intensamente legata, la possibilità di approfondire i contatti a tu per
tu con le persone via via incontrate. La possibilità di reincontrarle
tutte il prossimo anno nuovamente qui o da altre parti, magari da noi a
Trieste. Il consolidare questo link da il "La" al gusto del
ricordo romantico di tutti i rapporti umani nati dalla cena danzante in
poi.
Martedì 19 agosto
La costa è quasi deserta; i nuovi arrivi non
rincalzano neanche in parte le perdite. Foto ritratto con Tiziano e
alcune foto fatte da noi con la sua digitale.
Mercoledì 20 agosto
Partenza a mezzogiorno Log 4356,00 con 20 litri di
gasolio a 105 Kune
Rotta 215° verso Lussinpiccolo in coppia con lo
Jubiaba di Andrea
Pausa con bagnetto e navi "albanesi" all’Isola
Oruda dalle 15 alle 16:30. Passiamo al traverso di Lussingrande
sino al ponte che si apre alle 18 per entrare nella baia di Lussinpiccolo.
Scartata l’ipotesi di una passeggiata in paese l’ormeggio per la
notte sarà Artatore dato il vento da N.
Ceniamo tutti assieme in un clima da odalische sullo
Jubiaba: riso e zucchine, patate e prosciutto, canna pre e canna post.
Giovedì 21 agosto
Il salto del Quarnaro è modulato dalla pausa ad Unje
nell’Uvala Vogniśća.
Log alla partenza da Artatore: 4382,02 – 0169,27
Ad Unje niente dondolo ma solo acqua torbida .. forse
qualcuno è passato prima di noi.
Ore 20:00 arrivo a Veruda, baia di Soline Log 4417,61
– 0204,86
Venerdì 22 agosto
Si salpa alle 10 verso N con una pausa di fronte alla
spiaggia di Bale (dalle 13 alle 19:30), molto apprezzata dall’equipaggio
dello Jubiaba.
Rovigno Val di Lone viene raggiunta che è già buio:
Log 4495,33 – 0223,18
Sabato 23 agosto
Usciamo ufficialmente dalla Croazia a Rovigno sul
molo sopra il quale stanno preparando i fuochi d’artificio per la
serata. A Monsena ritroviamo Marco da Bergamo e Rober e Umberto da
Milano.
Un saluto anche a Saśa l’amico fiumano di
Denis incontrato su questa stessa costa lo scorso giugno (Denis ci
invia un sms con un saluto da Ragusa – Dubrovnik).
Alle 16 salpiamo definitivamente verso N e
raggiungiamo la baia di Umago poco prima del buio, alle 20:00 dove
terminiamo le ultime kune (4 kune per metro, ovvero 32 kune, 20 nostre e
12 dalla cassa dello Jubiaba)
Log: 4458,18 – 245,43
Domenica 24 agosto
Ultima partenza prima del rientro definitivo nelle
acque del golfo; pioggerellina dalle 10:30 sino a quasi la Costa dei
Barbari che ci accoglie con il sole come quando l’avevamo lasciata
Log finale: 4482,44 – 0269,69
Spesa complessiva in Croazia: 1800 kuna ovvero circa
240 Euro: se non calcoliamo il costo di gestione di Krampak è un
affare.